Un giorno di festa

Un pubblico più numeroso del previsto ha partecipato al “Festival della cultura ucraina” organizzato quest’anno dall’associazione “Ucraina insieme” di Padova. 

L’iniziativa ha coinvolto anche noi per due motivi. Il primo è perché del gruppo di ballo di “Ucraina insieme”,  “Pereveslo”, fa parte anche la “nostra” Oleksandra, coordinatrice per i pazienti di POG Lifeline, la fondazione inglese con la quale stiamo collaborando. Il secondo è che abbiamo fatto in modo che alcuni bambini ucraini e kirghisi in cura presso l’ospedale di Verona potessero partecipare  con le loro mamme o famiglie al festival.

Molti i momenti originali: la suonatrice di bandura, strumento a corde tipicamente ucraino, il danzatore di “gopak”, la danza dei cosacchi, i cori spontanei durante il pranzo, ovviamente ucraino, oltre alle esibizioni vere e proprie di gruppi folcloristici, cantanti, ecc. .

Il tutto nello spirito dell’incontro tra gruppi ucraini provenienti da varie regioni italiane e con l’augurio di tempi migliori per l’Ucraina.

“Festival della cultura ucraina” il 30 settembre a Limena (Padova)

Sarà la quarta edizione di questo festival che prevede laboratori per grandi e bambini, presentazioni di libri, un pranzo ucraino e soprattutto la gara tra i gruppi di danza folkloristica.

Come associazione abbiamo deciso di partecipare a questa iniziativa che ci permetterà di conoscere un po’ di più le tradizioni del Paese dal quale provengono i bambini che ospitiamo nelle nostre famiglie per due periodi all’anno.

Eccovi il programma.

  Vi aspettiamo!

 

Anniversario dell’Indipendenza

Il 24 agosto l’Ucraina ha celebrato l’anniversario della proclamazione della sua indipendenza, raggiunta nel 1991 quando l’Unione Sovietica collassò su se stessa. Una celebrazione, ma non un festeggiamento, vista la situazione in cui è attualmente il Paese, già privato della Crimea dall’annessione russa (e i Tatari di Crimea sono ora di fatto oggetto di persecuzione), e provato dalla guerra nel Donbass, dove i separatisti sono sostenuti dall’esercito russo.

Una guerra di cui non si parla anche se è tra quelle che hanno fatto più vittime negli ultimi 70 anni in Europa, dalla fine della II Guerra mondiale – così è scritto nella relazione pubblicata dalla Direzione per il coordinamento delle questioni umanitarie dell’ONU-. Lo stillicidio di morti non fa notizia, anche se ormai ha superato le 10.000 vittime, né fa notizia il milione e mezzo di sfollati interni dal Donbass, regione un tempo tra le più industrializzate, i cui centri abitati e le cui infrastrutture sono in gran parte distrutti.

Non è un caso che la tubercolosi sia dichiarata epidemica visto l’impoverimento di larghi strati della popolazione ( e per questo ci stiamo impegnando per il dispensario di Chernighiv).

Succede pure che per qualche bambino ucraino della Crimea o del Donbass malato di tumore, che la nostra associazione segue collaborando con “Paul O’Gorman Lifeline”,  il rientro a casa, dopo un anno di cure e di interventi, risulti problematico o fonte di preoccupazione. 

All’Ucraina indipendente auguriamo pace e prosperità, senza bisogno di eroi.