Resoconto Chernihiv dicembre 2018

Riceviamo da  Korda questo aggiornamento (22 dicembre 2018)

“Vi ricordiamo che allo stato dell’ultimo resoconto avevamo ancora a disposizione 3926 euro, con l’accordo di destinarli per la sostituzione dei tubi del acquedotto. Gli sviluppi successivi sono stati questi:

- Ad un certo punto, sembrava che l’ospedale avesse trovato uno sponsor proprio per il progetto dei tubi, per cui ci siamo fermati chiedendo di indicare qualche altra urgenza. Alla fine, quello sponsor si è ritirato, ma ormai faceva troppo freddo e bisognava accendere il riscaldamento il che rendeva impossibile l’inizio dei lavori.

 - In compenso, dopo aver discusso con l’ospedale le destinazioni alternative (anche durante la mia visita il 10 novembre) abbiamo definito che a loro serviva con certa urgenza un concentratore di ossigeno, mentre la meta più ambita (ma anche assai più costosa) sarebbe stata quella di avere un apparato per diagnostica ad ultrasuoni (quello che hanno è del 2008, non dà la risoluzione necessaria e comunque non è in grado di fare più di 4000 sessioni all’anno, mentre il bisogno sarebbe di circa 6000). 

 Di conseguenza, abbiamo acquistato il concentratore di ossigeno richiesto, di cui vi mandiamo le foto già in funzione, per la cifra equivalente a 960 euro (sempre risparmiando circa un quarto dalle somme inizialmente richieste dai rivenditori). Il resto di 3926-960=2966 euro va a giungersi ad ulteriori contributi arrivati di 10.000 euro (“Amici nel Mondo”), 8.000 euro (“ABC - Amici dei Bambini di Chernobyl”) e 5.000 euro in arrivo da “Il Ponte-MICT”).

 Dunque, al momento abbiamo a disposizione 25.966 euro che speriamo bastino per l’acquisto di un ecografo usato di caratteristiche richieste, di cui abbiamo già avviato una ricerca. Ve ne terremo informati.”

concentratore di ossigeno

Prima della partenza…

Prima di concludere la nostra iniziativa di ospitalità natalizia, dal 20 dicembre al 17 gennaio, ci siamo ritrovati tutti assieme per una gita a Verona. L’occasione era la mostra dei presepi alla Gran Guardia, ma non ci siamo limitati a quella. La città era bellissima, soprattutto vista dall’alto della torre Lanfranchi, dopo una salita di 200 gradini e passa.

Una bella giornata assieme, famiglie ospitanti e bambini e ragazzi ospiti, sotto un cielo insolitamente azzurro. Eccoci in gruppo! 


Una data storica per la Chiesa ucraina

Il 6 gennaio 2019 resterà una data importante nella storia dell’Ucraina.

Il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo ha consegnato nelle mani di Epifanio, nuovo patriarca di Kiev, il documento con il quale ha sancito l‘autocefalia della Chiesa ortodossa ucraina, da 332 anni – dal 1686 – unita alla metropolia  di Mosca. L’unione, che nei fatti era stata trasformata in sottomissione, è stata considerata illegittima perché non pronunciata dal sinodo e perché ha creato l’assurdo di una chiesa madre – quella di Kiev, la prima sorta nelle “terre russe” -, sottomessa ad una chiesa – figlia, quella di Mosca.

Analogo “tomos” – così si chiama il documento ufficiale del patriarca di Costantinopoli che dà autonomia alle chiese nazionali – hanno già ricevuto nel corso del secolo scorso le Chiese di Estonia, Polonia, Albania, ecc., così come precedentemente l’avevano ottenuta altre Chiese nazionali,  quella della Serbia, quella  della Bulgaria.

Assai più importante di quei riconoscimenti è questo attuale della Chiesa ucraina, la quale vede con esso sciogliersi un vincolo storico con la Russia, la quale da parte sua non intende riconoscere la decisione di Costantinopoli, al cui patriarca le Chiese ortodosse hanno finora riconosciuto una funzione guida.

Al di là di tutte le conseguenze concrete – ad esempio sul piano economico -, l’autocefalia comporterà una evoluzione nei rapporti con le altre Chiese ortodosse ucraine,  favorendo l’unione.

Così il 7 gennaio nella chiesa di Santa Sofia a Kiev si sono festeggiati solennemente sia il Natale ortodosso, sia il riconoscimento dell’indipendenza della Chiesa ortodossa ucraina.