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Una commemorazione particolare

La proposta dell’Associazione “Est-Ovest. Identità e integrazione” era di commemorare ai loro bambini la fine della II Guerra mondiale, l’8 maggio  – già il 9 per l’Urss -  facendo confrontare loro la bellezza e la serenità di un edificio destinato alla vita serena, cioè la villa palladiana di Caldogno, e il senso di oppressione e di paura che suscita un edificio da tempo di guerra, cioè il bunker tedesco nascosto sotto un rialzo di terra a pochi passi da quella villa.

L’abbiamo accolta con piacere, aiutando a illustrare quei due edifici e la vita che poteva svolgersi al loro interno ad un gruppetto di bambini e ai loro genitori ed insegnanti.

Con molta attenzione i bambini hanno ascoltato un brano della sinfonia di Shostakovich “Leningrad”, composta durante il lunghissimo assedio della città da parte delle truppe naziste, introdotte dalla breve spiegazione sulla importanza di non far morire l’umanità che è in ciascuno di noi.

I discorsi seri si sono comunque conclusi con una bella merenda sotto il portico delle barchesse della villa. 

Insomma, un pomeriggio significativo, a cui ha dato un valore in più proprio la presenza di persone di così tante nazionalità – ucraina, russa, moldava, bielorussa, estone, georgiana -, che vivono a Vicenza e nel Vicentino, ma che non perdono il senso della loro appartenenza a Paesi un tempo uniti, che diedero il maggiore contributo in vite umane alla vittoria contro il nazifascismo – oltre 25 milioni di morti -. 

Nessun accenno esplicito alla guerra attuale in Ucraina. Era nel cuore di tutti, ma la risposta era ed è proprio la pacifica convivenza di cui sono capaci gli amici ucraini e russi di “Est-Ovest”. Una associazione con la quale siamo sempre felici di collaborare! 


“Giornata della Memoria” 2019

Il dovere di fare memoria delle tragedie del passato riguarda anche noi come associazione culturale. Già lo scorso anno abbiamo parlato parlato della Shoah, “la catastrofe”, scegliendo di affrontare la storia di quanto avvenne a Babi Yar, una località fuori Kiev, il 29 e 30 settembre del 1941, pochi giorni dopo che l’esercito nazista ebbe occupato la città.

Quest’anno abbiamo ripreso quel tema in collaborazione con l’Accademia Olimpica, prestigiosa istituzione culturale vicentina, proponendo un incontro  di commemorazione dell‘uccisione di 33.771 ebrei ucraini avvenuta in quei due e di quelli che trovarono la stessa sorte nei due anni successivi. Continua a leggere

Da Chernihiv (gennaio 2019)

Ecco un ulteriore aggiornamento (gennaio 2019). Ce lo inviano, tramite Korda, i responsabili del dispensario di Chernihiv.

“Cari amici e partner italiani,

su vostra richiesta, proponiamo un aggiornamento a proposito del progetto di sostegno all’Ospedale anti-TBC di Chernihiv.

Purtroppo, nonostante gli sforzi dei medici, l’epidemia della TBC in Ucraina continua la sua sua avanzata.. Soltanto nella regione di Chernihiv nel 2018 sono stati registrati 745 casi di TBC, di cui 18 relativi a minorenni. Il 68% di ammalati erano nella fase infettiva e costituivano quindi un pericolo di contagio per altre persone.

Allo stato attuale nel Dispensario regionale antitubercolosi di Chernihiv funzionano 11 reparti terapeutici con 440 posti letto, di cui 35 riservati all’assistenza chirurgica di cui necessitano, in particolare, i pazienti con la forma di TBC extrapolmonare.

Nell’arco del 2018 l’ospedale  ha avuto in cura 1732 pazienti, di cui 288 (20 %) con tubercolosi resistente ai medicinali e 450 pazienti (26 %) affetti anche dall’AIDS. La maggior parte dei pazienti presentano complesse patologie supplementari (malattie del fegato 60 %, del cuore 40%, dei reni 35 %, ecc.). Inoltre,l’ospedale si occupa della diagnostica e della cura del TBC extrapolmonare (circa 100 pazienti ogni anno).

Durante il ricovero nel 2018 sono morti 90 pazienti, di cui 13 a causa di diagnostica tardiva o inesatta delle patologie supplementarie di diversi organi e sistemi.

Per quanto riguarda le attrezzature necessarie per garantire un normale funzionamento dell’ospedale, quelle più importanti sono:

-  apparato per diagnostica ad ultrasuono (ecografo) per l’esame degli organi della cavità addominale, del cuore e dei genitali femminili (l’ecografo attuale ALOKA SSD 3500, anno di produzione 2008, qualità dell’immagine insufficiente, capacità di 4000 esami/anno, fabbisogno di 6000 esami/anno);

-         broncoscopio (anno di produzione 2005, qualità dell’immagine insufficiente, capacità di 1000 esami/anno, fabbisogno di 1500 esami/anno)

-         apparato di anestesia e respirazione artificiale (quello attuale FAZA-5, anno di produzione 1998, viene utilizzato nel reparto chirurgico. Nel 2018 eseguiti 94 interventi chirurgici, fabbisogno di 200).

 L’ospedale ha un estremo bisogno anche delle seguenti attrezzature:

- fibrogastroduodenoscopio (fabbisogno 1000 esami/anno);

- analizzatore microbiologico per definizione di sensibilità ad antibiotici dei patogeni delle malattie infettive dei pazienti (fabbisogno 1000 esami/anno).

 L’acquisizione delle attrezzature citate permetterebbe di migliorare la diagnostica e la qualità delle cure di pazienti affetti da TBC, il che aiuterà a prolungare la loro vita e a ridurre la mortalità da questa malattia.

 Vice primario per le questioni mediche                                           Yaroslav Volskiy”